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Dai video all’assistente vocale: la Seo non sarà più come prima!

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Dai video all’assistente vocale: la Seo non sarà più come prima!

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Seo. “Da qui a due anni prevedo che nella prima pagina dei risultati Google compariranno quasi solo video”. E’ quanto sostiene Bruce Clay, esperto californiano di seo e social media marketing, in un’intervista rilasciata a Wired.it in occasione di un corso di Seo che il guru americano a tenuto a Milano.

La motivazione che sta alla base di questa previsione è molto semplice e ha a che fare con il denaro: “Piazzandoti un contenuto di YouTube, invece di un link a un sito qualunque, Google ti obbliga a vedere la pubblicità iniziale. E Google è nel business per fare soldi, non per far fare traffico agli altri”.

Il motore di ricerca, già oggi, è in grado di leggere le trascrizioni dei video caricati su YouTube. Secondo l’esperto il prossimo passo di Google sarà quello di proporti un contenuto di YouTube come risultato, se la frase che stai cercando è presente in quel video. Per chi si occupa di Seo l’obiettivo è quindi ovvio: inserire nelle trascrizioni dei video le giuste parole chiave.

Guardando al prossimo futuro, Google non dormirà sogni tranquilli. Ad insidiare la sua sicurezza ci penserà Amazon. “L’unica vera minaccia per Google è Amazon. Fra loro due ci sarà una vera guerra a breve”, prevede Bruce Clay.

I motivi sono tanti, in primo luogo l’ecommerce: sempre più spesso chi cerca un oggetto non lo digita su Google, ma lo cerca direttamente su Amazon. Ma la grande battaglia si combatterà sulle ricerche vocali. Amazon vende Echo, Mountain View propone Google Home, Apple ha HomePod. Le loro funzioni sono più o meno uguali: ascoltano la voce del padrone e rispondono alle sue richieste, da una ricerca online al controllo di un elettrodomestico connesso.

Gli assistenti e le ricerche vocali portano con loro un cambio radicale dell’ottimizzazione delle ricerche: mentre quando si digita si cerca magari una o due parole, a voce le persone sono ormai abituate a fare domande vere e proprie. “Il 54,4% delle ricerche è formata da quattro o più parole”, conferma Bruce Clay.

 

E, sembrerà strano, ma non sempre essere primi, è un bene. Ad esempio, spiega sempre il guru americano, essere in quarta posizione porta più traffico che essere in terza. “Sembrerebbe un controsenso, ma sul telefono siamo abituati a scorrere verso il basso. E scorrendo verso il basso l’occhio a quanto pare cade più sul quarto risultato che sul terzo”.

 

Alla fine per chi si occupa di Seo è come trovarsi con altri in campeggio ed avere a che fare con un orso. “L’orso è Google e voi siete i campeggiatori: il vostro obiettivo è essere più veloci dei vostri avversari”, conclude il manager americano.

(Qui l’intervista completa https://www.wired.it/internet/web/2018/03/03/seo-bruce-clay-video-mobile/)

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