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The Moral Machine: Intelligenza artificiale e etica

Domenico Mancini by

“saremo fortunati se in futuro le macchine intelligenti ci terranno come animali da compagnia” Marvin Minsky

Umani ancora alla guida? Ma cosa accadrebbe se un’automobile “autonoma” si trovasse di fronte questa immagine: una bambina, un cane e una sedia.

Diamo per assodato che sappia anche riconoscerli; mettiamo anche che sia in grado di rispondere a domande quali: dove ti siederesti? Chi è più probabile che morda chi? In questa foto chi potrebbe diventare un avvocato? E mettiamo anche che sia in grado, accedendo alla conoscenza collettiva umana, di capire che un cane è più probabile che morda una bambina che il contrario o di sapere che mai un cane è diventato un avvocato.

Ma come risponderebbe alla domanda “Se dovessi salvare durante un’emergenza solo uno dei tre (cane, sedia o bambina) chi salveresti?” Se andasse a guardare i dati dei salvataggi durante i disastri, il sistema di intelligenza artificiale imparerebbe che di norma in un’emergenza vengono salvati persone e animali e ridurrebbe a due la scelta. Ma quale sarebbe a questo punto il criterio successivo che userebbe, potendo salvare solo il cane o la bambina? Quanto tempo impiegherebbe per prendere una decisione? E chi determinerebbe che si tratta della scelta sbagliata e ci sarebbe ne caso un qualche modo per allenare l’intelligenza artificiale a prendere una decisione diversa? Hendler e Mulvehill autori di Social Machines

Al MIT hanno lanciato una piattaforma aperta che indaga proprio quest’ultimo aspetto in relazione alle macchine a guida autonoma. L’hanno chiamata “la macchina morale” (The Moral Machine).

Agisce proponendo agli umani una serie di scelte etiche opzionali in caso di pericolo o emergenza, sulle quali chiede volontariamente di pronunciarsi. Le risposte a questi dubbi etici andranno costruite collettivamente e rapidamente nei prossimi mesi e anni. Chiaramente, stiamo andando verso un’intelligenza artificiale che è chiamata a interagire in modi tradizionalmente riservati alla socialità umana.

Provateci anche voi!


il mondo dato per media for healthIl presente articolo è un estratto del saggio di Cosimo Accoto

“il mondo dato: cinque brevi lezioni di filosofia digitale” 

Spazio, tempo, esperienza, soggettività, apprendimento, legge, sovranità, realtà: in un mondo in cui sembra che tutto sia destinato a diventare programmabile e in un’epoca che pare segnata dal dominio del codice software, dei sensori, dei dati, degli algoritmi, dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme, anche i grandi temi della filosofia sono oggetto di ripensamento. Grande merito del libro è da un lato presentare per la prima volta al lettore italiano le frontiere più avanzate, a livello internazionale, del pensiero e della filosofia digitale, dall’altro riuscire a farlo non solo in maniera semplice e sintetica ma soprattutto con un approccio nuovo, che di questi concetti indaga impatti tecnologici e ricadute strategiche per lo sviluppo di business -digitali, algoritmici e artificiali – sempre più innovativi [Egea]


Cosimo AccotoCosimo è visiting scientist presso il Sociotechnical Systems Research Center del MIT di Boston, affiliato al MIT IDSS Institute for Data, Systems and Society. https://cosimoaccoto.com/

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