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Comportamento dei dipendenti sui Social Network

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Comportamento dei dipendenti sui Social Network

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Comportamento dei dipendenti sui Social Network

Sentenze e rischi di licenziamento in attesa di un intervento del legislatore.

Le condotte private assunte mediante l’uso dei social network hanno rilievo disciplinare e possono giustificare il licenziamento.

Negli ultimi anni, i Tribunali italiani hanno iniziato ad affrontare la questione con provvedimenti molto rigorosi.

Ad esempio, il Tribunale di Milano ha ritenuto legittimo il licenziamento di un dipendente che, durante l’orario di lavoro, aveva scattato e pubblicato su Facebook le foto di colleghi, accompagnate da commenti negativi nei confronti dell’azienda (ordinanza 1/08/2014).

E’ stato ritenuto legittimo anche il licenziamento di un lavoratore che aveva pubblicato l’immagine dell’ordine giudiziario di riammissione in servizio, seguito da frasi sprezzanti e volgari nei confronti della società e di alcune colleghe (Trib. Ivrea, 28/1/2015).

Valido anche il licenziamento di un dipendente a cui era stato contestato di aver “postato” una fotografia che lo ritraeva nella posa di impugnare una pistola (Trib. Bergamo, 24/12/2015).

Secondo queste sentenze, postare immagini su Facebook non equivale semplicemente ad inviarle alle persone del proprio circolo di amicizie perché la portata offensiva di un comportamento tenuto in rete è acuita dal fatto che ogni “post” è potenzialmente in grado di giungere a conoscenza di un miliardo di persone.

Facebook sta profondamente cambiando le nostre vite, al punto che – evidenziano gli esperti – il legislatore italiano non potrà restare indifferente di fronte all’esigenza di disciplinare la questione ed evitare il rischio di legittimare provvedimenti espulsivi ritenuti gravemente lesivi del vincolo fiduciario sulla base del grado di sensibilità di ciascun datore di lavoro e non di parametri oggettivi.

Fino ad allora, un po’ di prudenza nell’utilizzo di Facebook è consigliabile.

Per maggiori informazioni sul tema “comportamento dei dipendenti sui Social Network” scrivere a Massimo Compagnino 

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