CARICAMENTO

Type to search

Farmaci orfani, un mercato di nicchia ma in crescita

News

Farmaci orfani, un mercato di nicchia ma in crescita

Share

Rari ma numerosi. È questa la condizione degli oltre 270mila malati rari in Italia. Una quota considerevole di persone composta da portatori di quelle che oggi si stimano essere 1700 patologie che colpiscono meno dello 0,05 per cento della popolazione. Il primo rapporto dell’Osservatorio Farmaci Orfani (Ossfor) appena pubblicato, analizza il contesto regolatorio, il mercato e la governance dei medicinali destinati a questi pazienti. Tra loro, i malati ultra rari, che ammontano a circa il 16% dei pazienti rari e sono frazionati in oltre 215 diverse patologie.

Un quadro complesso, con forti implicazioni etiche, a cui il Comitato nazionale di bioetica ha dedicato un apposito parere, definendo i malati rari “pazienti marginali”. Una condizione che alimenta anche un mercato che comporta una spesa annua per il servizio sanitario nazionale di 1,35 miliardi di euro, con una quota pro capite di circa 5.000 euro. La voce predominante di costo, che cuba oltre il 60% del totale, riguarda la spesa farmaceutica.

Un mercato, quello dei farmaci orfani, che a partire dal 2000, anno di approvazione del regolamento europeo che ne riconosce e regola la denominazione, è in continua crescita.

Nel 2017, su 73 nuovi farmaci autorizzati dall’Ema, ben 10 hanno la designazione di orfani.

La spesa per questa tipologia di prodotti è in continuo aumento grazie al lavoro di sensibilizzazione di associazioni di pazienti ed enti che promuovono la conoscenza di questo fenomeno, come l’Osservatorio Malattie Rare, che insieme a Crea Sanità ha dato vita ad Ossfor. Oltre a questo, soprattutto sembra determinante la volontà delle istituzioni, sia europee sia nazionali, di promuovere la produzione di questi farmaci. La denominazione orfana, infatti, permette una serie di agevolazioni per renderli accessibile prima possibile. In Italia, ad esempio, il rapporto Ossfor evidenzia una riduzione dei tempi che intercorrono tra l’autorizzazione Ema e la determina di prezzo. Si passa, infatti, dai 29 mesi del triennio 2011/2013 ai 13 mesi nel 2014/2016. Anche nel caso di procedura interna i tempi si sono ridotti, da 218  nel 2012/2014 agli attuali 197. Un quadro che presenta segnali positivi per i malati rari, anche se la sfida più grande riguarda la sostenibilità.

Tags:

Centro Preferenze Privacy

Necessary

Cookie collegati al Regolamento Europeo per la protezione dei dati Personali (GDPR).
Questi cookies tengono traccia delle preferenze sulla Protezione dei dati degli utenti non registrati al sito.

gdpr[allow_cookies],gdpr[consent_typ]

Advertising

Pixel che consente di personalizzate la pubblicità su facebook (post sponsorizzati) per gli utenti che hanno visitato il sito.

Facebook_Pixel

Analytics

Google.
Sono cookies necessari per conoscere le statistiche di accesso al sito e gestire la promozione commerciale sulla rete di ricerca e banner di google.

_ga: cookie che consente di distinguere i dispositivi, tenere statistiche degli accessi e poi identificare il dispositivo che ha il cookie installato anche in altri siti web per proporre pubblicità in target con gli interessi di navigazione (remarketing)

Durata se non cancellato manualmente: 26 mesi

_gid: cookie che consente di distinguere gli utenti
Durata se non cancellato manualmente: 24 ore

_gat: cookie che consente di sapere il numero di richieste al sito. Durata se non cancellato manualmente: 1 minuto

_ga,_gid,_gat

Other

Cookie usato per sapere se ci si è già registrati alla newsletter

Newsletter

Close your account?

Your account will be closed and all data will be permanently deleted and cannot be recovered. Are you sure?