grey's anatomy

Attenzione all’effetto Grey’s Anatomy: alimentate false aspettative rispetto al decorso di ferite e traumi

Laura Gatti by

Gli appassionati di fiction medica sono avvertiti,  che siate cresciuti con Medical Center, ER o Grey’s Anatomy, probabilmente la conclusione non cambia: potreste essere vittime di aspettative irrealistiche.

Le serie di ambiente medico si sono evolute dai tempi in cui nel 1955 la American Medical Association creò una apposita commissione per supervisionare i primi telefilm del De. Kildare. Grazie a costose consulenze le realizzazioni televisive sono diventate maniacali nel riprodurre le strutture, le organizzazioni, la diagnostica e la tecnologia ospedaliera ma restano poco verosimili quando rappresentano il decorso dei pazienti, specialmente per quanto riguarda la medicina di emergenza.

La sceneggiatura della  fiction può generare aspettative irrealistiche nei pazienti colpiti da traumi e ferite e nei loro familiari

Il carattere inaspettato e spesso drammatico delle circostanze che portano a queste ospedalizzazioni rende le persone coinvolte particolarmente fragili e molto più dipendenti dalle suggesioni mediatiche.

E’ stata quantificata la distanza fra finzione e realtà dei serial ambientati in ospedale

Un recente studio riportato dal sito  British Medical Journal (BMJ) mette in guardia sulle false aspettative generate da serie televisive di ambientazione ospedaliera. Nonostante il coinvolgimento di consulenti scientifici qualificati infatti, i vincoli generati dalla struttura delle produzioni e la necessità di dispiegare trame intriganti per il pubblico allontana le storie dalla vita reale.

Gli episodi di Grey’s Anatomy confrontati con più di 4800 casi di real life

Per una volta gli scienziati invece di passare ore in laboratorio si sono consumati gli occhi in una maratona di Grey’s Anatomy visionando ben dodici stagioni della serie per un totale di 269 episodi. Hanno confrontato la storia clinica dei pazienti vittima di trauma messa in scena dalla serie con incidenti reali documentati in un database statunitense (2012 National Trauma Databank (NTDB) National Program Sample.).

Mettendo a confronto 290 pazienti rappresentati dalla fiction con più di 4800 casi reali è emerso che le vittime di incidenti e ferite muoiono (fortunatamente)  molto più frequentemente in televisione (22% contro il 7%) e passano assai più spesso direttamente dal pronto soccorso al blocco operatorio rispetto a quanto avviene negli ospedali veri (75% contro 22%).

Nella vita reale la guarigione da traumi importanti richiede tempo e impegno

I sopravvissuti a traumi gravi rappresentati nella serie sperimentano guarigioni miracolose nelle tempistiche (meno di una settimana di permanenza in ospedale per più del 50% dei pazienti) e con rare casistiche di trattamenti riabilitativi (6%) che invece riguardano il 20% dei malati veri.

Insomma la ripresa dopo un trauma importante, quella vera, fatta di dedizione quotidiana del personale sanitario (compresi infermieri e riabilitatori), volontà e costanza del paziente e impegno di tutti i familiari non è telegenica.

 

Fonte: http://tsaco.bmj.com/content/3/1/e000137?utm_source=STAT+Newsletters&utm_campaign=2274319f48-MR&utm_medium=email&utm_term=0_8cab1d7961-2274319f48-149945061

 

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