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Il 5g fa male alla salute?

Il 5g fa male alla salute?

Domenico Mancini
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5g e la salute. Abbiamo tutti in mente lo spot di Tim “Il futuro. Insieme” che, con la partecipazione del cardiochirurgo Francesco Musumeci, racconta quanto la tecnologia possa contribuire a migliorare e trasformare la vita.

Ma le domande che l’opinione pubblica si sta ponendo sono: Il 5g fa male alla salute? Le onde millimetriche sono sicure? Quali effetti hanno?
Proviamo a riportare alcuni contributi tratti da: Altroconsumo, Repubblica, Fortune Italia e Codacons.

Fonte Altroconsumo:

Il dibattito che si è scatenato sul tema del 5G riguarda, però, la sfera della salute. Questa nuova tecnologia avrà un impatto negativo? Le antenne e le frequenze utilizzate finora sono molto diverse rispetto a quelle per il 5G, perciò gli studi condotti fino a oggi sulle tecnologie precedenti per valutare i possibili effetti sanitari delle onde elettromagnetiche non sono utilizzabili, dal momento che è cambiato profondamente lo scenario di esposizione. Come valutare allora gli effetti sulla salute? Sicuramente occorre avere un quadro preciso dell’esposizione che dipende non solo dalla frequenza delle onde, ma anche dalla loro intensità, dalle modalità di irraggiamento e dai tempi. Ricordiamo, però, che esiste una correlazione tra la frequenza e la capacità delle onde di penetrare nei tessuti: il segnale su frequenze elevate penetra e si diffonde meno bene, ecco perché nel caso del 5G le celle devono essere più piccole e più capillari.

Come fanno notare dall’Istituto superiore della sanità, questo significa che le potenze utilizzate dal 5G saranno più basse e le onde si fermeranno a un livello molto superficiale della pelle.

Esattamente come avvenuto con il passaggio alle frequenze UMTS e LTE, perciò, ci sarà un moltiplicarsi di antenne con minore potenza, maggior impatto visivo, stress da prossimità anche se la miglior copertura garantisce intensità minori e le frequenze in gioco hanno sempre minore capacità di penetrare nei tessuti.

Fonte Repubblica:
Gruppi di cittadini e associazioni chiedono lo stop per le reti di quinta generazione, idem alcuni parlamentari. Ma in un’audizione alla Camera, l’Istituto superiore della sanità fa il punto sugli studi: “Con le antenne adibite i potenziali pericoli sono ancora più remoti rispetto a quelli connessi all’uso del cellulare”

Fonte Fortune:

“Le compagnie telefoniche mettano a disposizione un po’ del proprio capitale per realizzare una ricerca adeguata sugli effetti sulla salute del 5g”. A lanciare l’appello è Fiorella Belpoggi, direttrice dell’Istituto Ramazzini di Bologna, che è stato protagonista di uno studio sperimentale in cui si riscontrano i tumori correlati all’esposizione alle onde elettromagnetiche. “Se i piani del settore delle telecomunicazioni per il 5G si realizzeranno, nessuna persona, nessun animale e nessuna pianta sulla Terra sarà in grado di evitare l’esposizione, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, a livelli di radiazione a radiofrequenza maggiori di quelli esistenti oggi. Saremo sempre più esposti, involontariamente”, mette in guardia Belpoggi. “Col 5G – continua – anche il più piccolo lombrico verrà coinvolto dalla propagazione delle onde millimetriche”. E cosa sappiamo delle onde 5G, dal punto di vista della salute? “Sia noi che gli americani abbiamo riscontrato tumori per 2 e 3g. Sono studi che non possono essere ignorati. Sicuramente le radiofrequenze hanno un effetto cancerogeno anche se di bassa entità. Non è escluso che le onde millimetriche abbiano un effetto persino sul sistema immunitario”, alza il tiro la Belpoggi che lancia un invito: “le istituzioni chiedano all’industria di investire sulla ricerca scientifica. La tecnologia avanza ma noi consumatori continuiamo a non chiedere nulla. Arriverà il 5g, il 6g, ma senza certezze”. Serve una prova di sicurezza, nel nome della quinta generazione.

Fonte Codacons:

Il Rapporto Istisan ‘Esposizione a radiofrequenze e tumori’ curato dall’Istituto superiore di sanità è clamorosamente smentito da tutte le ricerche e dai dati elaborati dai più prestigiosi istituti internazionali, e si scontra addirittura con le leggi italiane e con le sentenza dei tribunali che obbligano lo Stato ad informare i cittadini circa i rischi per la salute legati all’ uso del cellulare. Lo afferma il Codacons, bocciando nettamente l’ indagine dell’ Iss, una ricerca che appare non solo inattendibile, ma addirittura pericolosa per l’ incolumità dei cittadini. “Sembra sia partita la campagna a favore della tecnologia 5G avviata dalle multinazionali delle tlc che forse hanno trovato nell’ Iss un valido alleato – spiega il presidente Carlo Rienzi – Peccato che tutti i dati esistenti fino ad oggi in materia smentiscano categoricamente le conclusioni dell’ Iss circa l’ assenza di rischi nell’ uso di cellulari: dallo Iarc all’ Oms, passando per i recenti studi condotti dal National Toxicology Program degli Stati Uniti (NTP) e dall’ Istituto Ramazzini, tutti gli enti di ricerca affermano senza ombra di dubbio come l’ esposizione alle onde elettromagnetiche prodotte dai telefonini sia potenzialmente cancerogena. La posizione dell’ Iss è quindi del tutto isolata in ambito scientifico e internazionale e non può ritenersi in nessun caso valida e attendibile”. In particolare nei comunicati stampa del NTP si parla di una “clear evidence” di tumore alle cellule di Schwann (cuore) e di una sufficiente evidenza per i tumori alla testa, in particolare glioma e cromocitoma. I risultati dello studio americano sono stati rafforzati, per quanto riguarda il cuore, dallo studio dell’ Istituto Ramazzini al link sciencedirect. La “clear evidence” del NTP equivale alla classificazione di “cancerogeno certo” della IARC dell’ OMS, il quale a giugno 2011 ha classificato il telefono cellulare come “possibile cancerogeno”. Se non sarà ritirato il rapporto diffuso oggi, l’ Iss rischia addirittura di essere responsabile di eventuali danni alla salute legati all’ uso dei cellulari da parte dei cittadini italiani, e in tal senso chiediamo un intervento del Ministro della salute Giulia Grillo affinché verifichi eventuali legami tra la ricerca dell’ Istituto e la campagna pro 5G avviata in Italia.

Per inviare il vostro contributo scrivere a info@m4h.it

Cos’è il 5G?
Con il termine 5G si indicano tecnologie e standard di nuova generazione, nati come evoluzione naturale delle reti 4G LTE e delle precedenti 3G e 2G. La quinta generazione permette prestazioni e velocità superiori rispetto alle precedenti. Ma la questione non è legata semplicemente alla quantità di banda in download e upload o di velocità: si tratta soprattutto del modo di gestire le comunicazioni e la copertura (Fonte Altroconsumo).

 

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Domenico Mancini
Domenico Mancini

Business Development for Italy di Fortune e Marketing Manager di Media For Health; ideatore degli AboutPharma Digital Awards e appassionato di progetti che valorizzano le leve del #DIGITAL a supporto di Pazienti, Medici e Farmacisti.

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